Le Origini del Mito del Cane Nero

Nel vasto panorama della letteratura horror, pochi elementi sono in grado di evocare un senso di terrore e superstizione come il mitico “cane nero”. The Black Dog, questa figura sinistra, solitamente rappresentata come un oscuro e terrificante animale che di certo non ricorda il caro e fedele amico dell’uomo, ha radici profonde nelle leggende e nelle tradizioni popolari di diverse culture in tutto il mondo. Questo articolo si propone di esplorare le molteplici sfaccettature delle leggende legate al “cane nero” e di analizzare come questo motivo sia stato utilizzato in opere letterarie di grande rilievo nel contesto dell’horror.

Anubi, la Divinità Canina

Anubi, una divinità antica dall’aspetto canino spesso associata a uno sciacallo, rappresentava un antichissimo dio funerario che vegliava sulle necropoli e proteggeva gli spiriti dei defunti. Egli rivestiva un ruolo di particolare importanza nel XVII nomo (regione) dell’Egitto meridionale, dove il suo centro principale di culto fu conosciuto dai Greci come Cynopolis, ovvero la “città dei cani.” Tuttavia, il suo culto si estendeva ben oltre i confini di questa regione, abbracciando l’intero territorio egiziano. Anubi era sia il dio della mummificazione che la guida delle anime defunte nel regno dell’aldilà. I Greci, a loro volta, lo assimilarono a Ermes Psychopompos, colui che “guida le anime.” In aggiunta, il nero che caratterizza questa figura non ha alcuna connessione con le caratteristiche fisiche reali dell’animale. Piuttosto, rientra nell’ambito della simbologia dei colori. Per noi, il nero evoca l’oscurità della notte e la finalità della morte. In Egitto, tuttavia, questo colore era principalmente associato al concetto di rigenerazione e rinascita. Questo perché il limo, una fertile miscela di fango che veniva depositata dalla piena del Nilo sulla terra, era di un colore scuro, quasi nero, e racchiudeva in sé la vita e la rinascita della natura.

Il Cane Nero nel Folklore Britannico

Nel folclore britannico, la figura del Cane Nero emerge come una creatura notturna, caratterizzata da occhi che bruciano come fuoco. Queste misteriose entità sono spesso dipinte come creature sovrannaturali, assumendo le sembianze di cani di notevole mole, con folte pellicce nere o addirittura verde fosforescente, accompagnate da occhi fiammeggianti.

Il Cane Nero nella Letteratura Horror

La letteratura horror ha abbracciato il motivo del cane nero con entusiasmo, trasformandolo in un’icona dell’orrore e dell’oscurità. Un esempio notevole è rappresentato dal celebre racconto di Sir Arthur Conan Doyle intitolato “Il mastino dei Baskerville”, pubblicato per la prima volta nel 1902. Questo racconto, che fa parte delle avventure del detective Sherlock Holmes, è ambientato nelle brughiere desolate del Dartmoor in Inghilterra e presenta un misterioso cane nero che terrorizza la famiglia Baskerville. Questo romanzo ha contribuito in modo significativo a consolidare l’immagine del cane nero come simbolo di morte e sventura nella letteratura.

Un altro notevole esempio di utilizzo del motivo del “cane nero” nell’horror si trova nell’opera di H.P. Lovecraft. Uno dei primi contributi al Ciclo di Cthulhu, questo racconto fu steso nel mese di settembre del 1922 e vide la luce per la prima volta nel febbraio del 1924 attraverso le pagine della rivista Weird Tales. Sebbene l’autore stesso mostrasse un’aperta avversione per questa narrazione, essa detiene una notevole importanza, poiché rappresenta il punto di partenza in cui il Maestro di Providence introdusse per la prima volta il Necronomicon, il sinistro tomo scritto dall’insano arabo Abdul Alhazred. Da questo momento in poi, Lovecraft cominciò a tessere le fondamenta comuni per le sue storie di “terrore cosmico”. In “Il cane” (titolo originale, The Hound), Lovecraft crea un mondo oscuro e sovrannaturale popolato da antiche divinità malefiche e creature inquietanti. Il nostro cane nero in questo contesto diventa un segno di connessione con il mondo oscuro e demoniaco, portando il terrore nei cuori dei suoi lettori.

Le Variazioni Culturali del Mito

Mentre molte opere horror occidentali si concentrano sulle connessioni tra il cane nero e la morte, altre culture hanno interpretato questo motivo in modi diversi. In Giappone, ad esempio, esiste una figura simile nota come “Kuro Shiro,” che si traduce come “cane nero bianco.” Questa creatura è spesso vista come un protettore o un guardiano contro le forze del male. La sua immagine è associata alla benevolenza e alla protezione, in contrasto con la sinistra reputazione del cane nero nelle culture occidentali.

Inoltre, alcune leggende africane descrivono il cane nero come una figura misteriosa che può avere sia connotazioni negative che positive. Questa ambiguità è stata sfruttata in opere di autori africani contemporanei, che esplorano la complessità di questa figura nel contesto della loro cultura.

L’Evocazione dell’Orrore Nel Simbolo

Nel contesto della letteratura horror, il cane nero è diventato un potente simbolo dell’orrore e dell’ignoto. Il suo aspetto spettrale e sinistro incarna la paura dell’ignoto e la minaccia incombente. Come afferma lo scrittore e critico letterario S.T. Joshi nel suo saggio “The Supernatural in Weird Fiction,” “Il ‘cane nero’ rappresenta l’incarnazione stessa dell’irrazionale e dell’incomprensibile, ed è proprio questa sua natura ambigua a renderlo così efficace nel generare terrore.”

Inoltre, il cane nero è spesso utilizzato come mezzo per esplorare le paure più profonde e interiori dei personaggi nei romanzi horror. La sua presenza può mettere in discussione la razionalità umana e costringere i personaggi a confrontarsi con le proprie paure più oscure. Questo tema è evidente in opere come “Cujo” di Stephen King, in cui un cane diventa un veicolo per esplorare i conflitti interiori e le paure dei personaggi umani.

“Ritratto di Donna Sfregiata” di Salvatore Napoli è un racconto gotico/weird inserito nell’Albo a fumetto “Gotico Italiano – Il Vizio di Uccidere Vol.1”. Questa è una storia che affronta con maestria il tema della violenza domestica verso le donne. Tuttavia, ciò che rende tale narrazione ancora più profonda ed evocativa è il ruolo in apparenza secondario, ma caratteristico nel suo potente simbolismo, svolto dalla figura del cane nero. Qui diviene compagno fedele a tutti gli effetti, ma di chi andrà ad agire per risollevare le sorti della nostra protagonista legata dalle catene dei soprusi familiari. La scrittura di Salvatore Napoli è straordinaria nel catturare l’angoscia e il tormento della protagonista, rendendo il lettore empatico nei confronti della sua lotta, mostrando il vero potere della parola. Oltre all’importanza della figura del cane nero, “Ritratto di Donna Sfregiata” affronta con coraggio e sensibilità una questione sociale cruciale: la violenza domestica contro le donne. La storia getta una luce acuta su questa realtà diffusa ma spesso ignorata, mostrando il terrore che molte donne affrontano nelle loro vite quotidiane.

Conclusioni sul tema del Cane Nero nella Letteratura

Il motivo del cane nero è molto più di un semplice elemento delle leggende popolari; è diventato un’icona dell’horror letterario, una presenza che continua a suscitare terrore e superstizione nei lettori di tutto il mondo. La sua eredità perdura nelle opere di autori che sfidano le convenzioni e cercano di portare il terrore a nuove vette letterarie. Con il suo potere evocativo e la sua ambiguità intrinseca, il cane nero rimane un elemento essenziale nella vasta panoplia degli orrori letterari.

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Simone Colaiacomo